"Non è tanto chi sei, ma quello che fai, che ti qualifica!" - Batman Begins -

Algoritmo di Facebook: Cosa dobbiamo sapere di lui

Algoritmo di Facebook: Cosa dobbiamo sapere di lui

febbraio 20, 2017
|
0 Comments
|

Facebook non fa passare più di un paio di settimane senza annunciare una novità, le sue innovazioni procedono a ritmi serrati. Per quanto la creatura di Zuckerberg sia ormai riuscita ad entrare in profondità nelle nostre abitudini quotidiane, non vuol dire che ciascuno di noi debba essere necessariamente interessato a capire il funzionamento della piattaforma e dell’algoritmo che la governa. Il discorso cambia però, e ve ne sarete accorti, nel momento in cui per qualche ragione vi trovate a gestire la pagina Facebook di un’attività o di un ente.

In alcuni casi potrete avere una pagina già attiva, in altri sarà necessario partire da zero. In ogni caso vi troverete davanti alla vostra bella pagina Facebook e inizierete a domandarvi cosa metterci dentro, quali contenuti utilizzare, con che frequenza pubblicare e che tipo di format utilizzare. Questi aspetti più strategici nell’utilizzo di Facebook li abbiamo approfonditi in un precedente articolo. Adesso cerchiamo di affrontare, punto per punto, i diversi aspetti che caratterizzano questo social network e che non possono esser ignorati da chi ha il compito di curare una pagina.

Il Newsfeed

Se vi interessa sapere quale siano le ragioni che stanno dietro il grande successo di Facebook un buon punto per iniziare è proprio il famoso NEWSFEED. Tutti lo conosciamo, magari senza sapere il suo nome, si tratta infatti della schermata che vi compare non appena accedete al sito o aprite la App, in cui trovate il flusso di post pubblicato da vostri parenti, amici e dalle pagine che seguite.

Vi starete chiedendo cosa ha di così speciale questo strumento che ricorda la homepage di molti altri siti in cui si vedono gli ultimi articoli pubblicati. La differenza sta in quella parolina li “ultimi”, perché il newsfeed di Facebook non mostra i post in un ordine cronologico, e questo sono certo che molti lo sapranno, ma molto meno noto è la logica in base alla quale ci mostra i contenuti in un dato ordine e gli effetti che questo potrebbe (anzi ha) per la nostra pagina. E l’algoritmo di Facebook a “decidere” cosa dobbiamo vedere nel newsfeed, in sostanza è lui l’artefice del suo successo.

L’Algoritmo

Un algoritmo è un insieme ben ordinato di operazioni non ambigue ed effettivamente calcolabili che, eseguito, produce un risultato e termina in una quantità finita di tempo. Quello di Facebook ha la responsabilità di decidere quali contenuti mostrare nel nostro newsfeed e in quale ordine. Per poter conoscere bene quali sono i fattori che prende in considerazione questo software per mostrarci i contenuti dobbiamo capire quali sono gli obbiettivi che il suo creatore aveva in testa quando lo ha progettato e che cerca di perseguire con ogni un nuovo aggiornamento.

 

L’obbiettivo, nemmeno troppo nascosto di Facebook, è fare in modo che le persone passino sempre più tempo al suo interno, che fruiscano di contenuti senza uscire dalla piattaforma e, possibilmente, interagiscano attivamente fra di loro. Alla luce di questo obbiettivo proviamo ora ad immaginare quale possa essere la strategia di Facebook per perseguirlo, per fare in modo che l’utente si intrattenga sulla piattaforma il più a lungo possibile sarà necessario che per ogni accesso al social nel suo newsfeed trovi contenuti che lo interessino. Se così non fosse, probabilmente, molti di noi abbandonerebbero in fretta Facebook.

Per farci vedere ciò che ci interessa e coinvolge Facebook ha fatto una macro classificazione di contenuti, mettendoli in ordine di rilevanza per le persone. La prima macro classificazione è di questo tipo:

  1. Post e contenuti di familiari.
  2. Post e contenuti di amici.
  3. Post e contenuti informativi.

I familiari

Quindi i primi post che vedremo, in alto nel newsfeed, sono quelli creati dai nostri familiari. Questo perché Facebook sa che le persone con cui abbiamo il più stretto legame di parentela sono anche quelle per le quali mostriamo più interesse e con cui, probabilmente, interagiremo di più.

Gli amici

Come abbiamo visto, subito dopo, ci sono gli amici. Anche in questo caso Facebook ritiene che i contenuti condivisi e postati dalla nostra cerchia di amici siano per noi più interessanti ed ingaggianti, ci portino magari a lasciare un commento oppure a fare una condivisione. Adesso iniziamo a capire come “ragionano” Zuckerberg e i suoi team di sviluppatori. Questa strategia fa si che appena entriamo in Facebook nella parte alta del nostro newsfeed troviamo subito contenuti di parenti e amici che, guarda caso, sono solitamente quelli che più attendiamo di conoscere.

Contenuti informativi

Solo dopo vengono i contenuti informativi. Si tratta, come è evidente, di una categoria piuttosto ampia e variabile da persona a persona. Per alcuni i contenuti informativi possono essere le notizie di attualità pubblicate da un quotidiano online o da un blogger, per altri invece possono essere delle ricette oppure dei contenuti informativi sul cinema o sul calcio. Ecco perché questi post variano molto da utente ad utente.

 

 

La logica della rilevanza e dell’interazione

Quelle appena esposte sono considerazioni di base sul funzionamento di Facebook e del suo algoritmo che, però, sono già sufficienti per capire il principio ispiratore della piattaforma, ovvero mostrare alle persone contenti che siano per loro rilevanti e di stimolino all’interazione. Contenuti quindi che siano coerenti con gli interessi e le passioni delle persone. Questi elementi non sono solo obbiettivi generali, ma molto di più, sono parametri strutturali dell’algoritmo, utilizzati per dare più o meno importanza ad un contenuto.

Sono convinto che molti di voi, mentre leggevano la classifica, avranno pensato che i conti non tornano. Infatti è così, quanto abbiamo detto prima non è sufficiente a selezionare i contenuti da mostrare più in alto. Infatti come si potrebbero mostrare in alto nel newsfeed i contenuti di tutti i familiari e gli amici visto che quasi tutti i profili superano le 100 persone? Infatti sarebbe impossibile, ecco perché rilevanza e interazione sono due parametri così importanti.

Infatti sono molto più che obbiettivi, sono veri e proprie condizioni dell’algoritmo di Facebook. Per decidere quali contenuti mostrare per primi al singolo utente l’algoritmo di Facebook “registra” quali sono i profili, i contenuti  e i post con i quali abbiamo maggiori interazioni, facendo una sorta di classificazione dei profili e dei contenuti, che negli accessi successivi ci mostrerà per primi. Infatti l’algoritmo modifica continuamente la nostra esperienza di modificazione, tracciando continuamente le persone e i profili con cui interagiamo di più.

Come fa a capire l’interazione Facebook?

La domanda immediatamente successiva immagino sia: Come diavolo fa Facebook a valutare il livello di interazione?

Questo è un altro aspetto che negli anni il Social ha sviluppato di più, andando ad incrementare il numero di parametri da prendere in considerazione per valutare l’interesse dell’utente per un profilo e un contenuto specifico. Nei primi anni gli elementi presi in considerazione avevano a che fare con i like, i click sui link, le condivisioni e le visite al profilo. Quindi i post e i contenuti che si vedevano per primi erano quelli di amici e parenti di cui più spesso si commentavano e condividevano i post, oppure si visitava il profilo. Questi parametri sono validi ancora oggi ma, dopo molti upgrade dell’algoritmo, sono ormai affiancati da altri indicatori rilvanti che sono molto utili a Facebook per capire quali persone (e contenuti) sono per noi più interessanti

Ovviamente è impossibile conoscere con esattezza funzionalità e sviluppi dell’algoritmo di Facebook, ogni mese ci sono molte modifiche e test per migliorarne il funzionamento. Si possono però individuare parametri che sicuramente sono presi in considerazione per valutare cosa interessa di più alla persona. Lo scopo primario della piattaforma è quello di riuscire ad identificare con sempre maggiore accuratezza i contenuti e le persone che sono maggiormente interessanti per ogni singolo utente, per questa ragione sono stati aggiunti gradualmente altri fattori di valutazione, tra cui i più rilevanti sono si sono:

  1. Il tempo: Questo elemento ricopre sempre un peso sempre maggiore, e non solo per Facebook. L’algoritmo attribuisce valore crescente a quei contenuti sui quali le persone spendono molto tempo. Quanto più tempo spenderemo nella lettura di un link ad un blog oppure nella visione di un video, quanto più l’algoritmo ci farà vedere contenuti di quel tipo, perché ritenuti di nostro interesse.
  2. Interazioni sul altre piattaforme: Come molti di voi sapranno Messenger, Instagram e What’s App sono ormai parti della grande famiglia di Facebook, le ultime due sono state oggetto di importanti e milionarie acquisizioni effettuate da Zuckerberg. Questi acquisti servono a Facebook ad ampliare i confini del suo mondo, introducendo altri ambienti che, col tempo si sono fatti (e si faranno) sempre più integrati. Avete iniziato ad interagire con una persona su Instagram o Messenger e ora iniziate e a vedere i suoi post con più frequenza su Facebook? Non è un’impressione, è probabile che sia così. Le interazioni su Instagram, Messenger e persino What’s App hanno effetti anche su Facebook.

 

 

Ma quindi che spazio c’è per le pagine aziendali?

Devo dare a malincuore una risposta non troppo piacevole, ovvero molto poco. Avrei potuto terminare questo articolo in poche righe dicendo semplicemente che i post pubblicati da una pagina aziendale normalmente raggiungono dal 3% al 16% del numero dei fan della pagina, che quanto più una pagina è seguita quanto meno, in percentuale, i suoi post sono visti dai suoi fan. Non credo però che dare questo tipo di informazioni, senza contestualizzarle e senza fornire le motivazioni, sia utile per qualcuno.

Credo invece che sia più chiaro e comprensibile esplorare le ragioni che stanno dietro questa bassa portata dei post delle pagine aziendali. Il news feed è uno spazio limitato, le prime posizioni di questo spazio lo sono ancora di più, in queste ultime, devono trovarsi contenuti che catturino subito l’attenzione facendo rimanere le persone collegate. Ecco perchè troviamo subito i contenuti di familiari e amici con i quali abbiamo le maggiori interazioni.

Questo non vuol dire che i contenuti informativi creati da blog o quotidiani online o da attività commerciali non siano interessanti per le persone, lo sono, ma certamente molto meno rispetto a quelli di chi conosciamo davvero. Probabilmente abbiamo perso il conto del numero di pagine a cui abbiamo messo like negli anni, sono decine, forse centinaia. Immaginiamo di entrare su Facebook, scorrere il news feed e incontrare solo post di pagine che seguiamo e che, in molti casi, avranno una finalità commerciale più o meno diretta. Probabilmente dopo pochi secondi abbandoneremmo la piattaforma e questo lo sa bene anche Facebook, per questo ce ne fa vedere pochi.

Abbiamo capito come funziona l’algoritmo di Facebook, perché e come è stato sviluppato e perchè il nostro news feed mostra post e contenuti nell’ordine in cui li vediamo. Nel prossimo articolo, che arriverà verso il fine settimana, spieghiamo come tutto questo influenzi quello che facciamo sulla nostra pagina Facebook, quali elementi dobbiamo prendere in considerazione e su cosa dobbiamo puntare per cercare di aumentare la nostra popolarità.

Massimo Clementi

Massimo Clementi

Marketing Manager at Verde Network
Negli ultimi anni mi sono dedicato allo studio dei media digitali e sociali e del loro impatto nel mondo della comunicazione. Nei diversi progetti che ho seguito il mio ruolo, spesso, è stato quello di coordinare nel miglior modopossibile la parte manageriale e la parte esecutiva nei piani di marketing e comunicazione. Per questo mi sono abituato a tenere sempre un orecchio rivolto verso la strategia e la pianificazione "alta" e, l'altro, verso le singole professionalità del grande mosaico del mondo digital.
Massimo Clementi

Questo sito utilizza i cookie, propri e di terze parti, per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi