Perchè è importante curare la presenza digitale del brand

Perchè è importante curare la presenza digitale del brand

La propria immagine e la propria comunicazione negli ambienti digitali e social non si può ignorare, che siate una grande azienda o un’attività locale

Sappiamo bene che ormai curare la presenza digitale non è una necessità solo per i grossi brand o i prodotti a più alta diffusione, ma una necessità vitale per chiunque, anche per la piccola attività. Questo ovviamente è una conseguenza di un cambiamento nelle abitudini delle persone, potrei scommettere che ciascuno di noi, non appena viene a conoscenza di un nuovo prodotto, servizio o di una attività locale, la cosa prima cosa che farà sarà cercare il sito web o la pagina Facebook.

Questo approccio lo abbiamo sia con grandi realtà che con il piccolo ristorante che ha appena aperto nel nostro quartiere. Come dicevamo nell’articolo sul percorso d’acquisto delle persone oggi le persone sono informate e prima di scegliere cosa acquistare o dove andare, si informano, guardano le immagini e i canali digital dell’azienda, poi controllano recensioni e commenti di altre persone, solo dopo aver approfondito le conoscenze scelgono. 

La tendenza dominante di questi ultimi anni è proprio la diffusione di questo modello, le persone ormai sono abituate ad avere questo approccio per l’acquisto di un immobile o di una pizza. Torna utile anche in questo caso pensare a quello che noi (i nostri figli o fratelli) facciamo quando dobbiamo scegliere la meta per un weekend in montagna oppure una cena di famiglia.  La prima cosa sarà chiedere consiglio ad amici e parenti, arrivando ad avere una sfera di potenziali scelte e, nell’ordine, si faranno più o meno questi passaggi:

1) Si cercherà il sito: Per vedere prezzi, immagini e descrizioni.

2) Si cercherà la pagina Facebook: Per vedere immagini pubblicate dalla destinazione o struttura ma, soprattutto, si cercano immagini, commenti e recensioni di altre persone.

Interrompiamo un secondo questo elenco per affrontare uno snodo fondamentale. Se la struttura o la destinazione non ha un sito web o una presenza social o, peggio ancora, questi strumenti non sono comunicativi e coinvolgenti, le persone faranno la loro prima selezione proprio eliminando questi soggetti. Questi sono i primi dell’elenco a saltare, perché se non siamo “ingaggiati” dai contenuti che ci sono (o non ci sono) nessuna persona si intestardisce e va oltre.

 

 

3) Si fanno ricerche su Google: Per i brand (territoriali o locali) che superano i primi passaggi, arriva un momento molto importante. Le persone avranno ristretto la loro lista, identificando delle potenziali destinazioni, a questo punto cercheranno informazioni più circostanziate. Cercheranno di capire se la destinazione turistica per il weekend (o il locale per la cena) può soddisfare le proprie esigenze.

Le persone iniziano non solo a guardare l’aspetto ma vanno più al sodo, vogliono sapere cosa si può fare, se la loro attività preferita oppure quella che avevano in mente si può praticare.Cosa accade? Succede che solo i brand che danno la migliore risposta a questa domanda vinceranno la sfida.

Migliore risposta significa prima di tutto essere posizionati su Google per query (domande fatte dagli utenti) interessanti, se nel mio territorio c’è un comprensorio per la mountain bike oppure delle aree termali, dovrò essere posizionato per una ricerca tipo “attività sportive in mioterritorio” oppure “benessere e relax nella val mioterritorio“.

4) Si cercano recensioni e opinioni su blog, web magazine o siti di recensioni (trip advisor): A questo punto, dopo aver scartato tutti quelli che non danno risposte agli interrogativi, rimarranno 2 o 3 possibili scelte. Questo è il momento della verità, la vera differenza in questa fase la fanno le opinioni di “altri come noi”, ovvero non quello che il brand comunica o dice, ma quello che gli altri dicono di lui. Che lo dicano su un blog, su un magazine di settore oppure nelle recensioni su Trip Advisor, questi sono fattori determinanti per la scelta finale.

 

 

 

 

Il vincitore di questa sfida sarà colui che, dopo aver superato tutti gli step, ha i migliori commenti, i migliori articoli su blog e magazine e, non ultime, le migliori recensioni su Facebook, Trip Advisor e Google.

Questo non significa che è vitale avere SOLO recensioni positive, nessuno può averle, quello che conta e far vedere che si ha capacità nella gestione delle recensioni e, in fin dei conti, del cliente. Anche quelle negative, se affrontate nel modo giusto, possono avere effetti virtuosi. Il tema dei commenti e delle recensioni è delicato, così come sono delicati i vari step che abbiamo descritto, li approfondiremo singolarmente in seguito. Intanto possiamo dire che la recensione negativa non va eliminata, non bisogna aggredire il commentatore, ma è importante capire il problema e magari cercare di spiegare al cliente le ragioni dell’accaduto. In ogni caso è sempre buona norma scusarsi invitandolo a tornare a fare visita.

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