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Fare Seo oggi è una questione di strategia

Fare Seo oggi è una questione di strategia

June 8, 2017
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La storia e l’evoluzione della SEO… in breve

La S.E.O., termine certamente noto a chi si occupa di comunicazione sul web,  è l’acronimo di Search Engine Optimization. In pratica ottimizzare le pagine di un sito web per i motori di ricerca.

Quando questi software erano ai loro albori il numero di siti web era estremamente più limitato di oggi, le informazioni disponibili molto minori e gli algoritmi che “scelgono” la pertinenza dei contenuti alle ricerche fatti dagli utenti decisamente meno raffinati.

Sul finire degli anni ’90 veniva fondata da Mr. Page e Mr. Brin una compagnia di nome Google, con un obbiettivo principale che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di utilizzare internet, ovvero organizzare e ordinare tutte le informazioni presenti in rete.

Sono bastati pochi anni per trasformare Google da piccola compagnia a multinazionale, il suo prodotto era troppo forte per non funzionare. Internet era già un enorme deposito di informazioni, che sarebbero stato ben poco utile in assenza di uno strumento per ricercarle.

Questo hanno fatto Page e Brin, progettando un algoritmo che a determinate ricerche (dette query) digitate dall’utente, restituisse un elenco di pagine web ordinate dalla più alla meno pertinente . Questa è sempre stata (ed è) la missione principale di Google e di ogni singolo aggiornamento del celebre algoritmo.

La S.E.O. agli albori

Non voglio perdermi troppo in storia e amarcord, l’obiettivo di questo articolo è riflettere su cosa sia diventata oggi questa disciplina.

Le prime versioni dell’algoritmo erano molto meno raffinate e complesse. C’era lo spider che passava in rassegna ogni giorno migliaia di pagine web, il crawler che scaricava i contenuti che venivano poi archiviati seguendo criteri stabiliti dall’algoritmo.

Queste operazioni permettevano al motore di ricerca di “rispondere” alle domande delle persone con risultati pertinenti. Questo, semplificando, è il fulcro dell’attività di un motore di ricerca, trovare, scaricare e archiviare migliaia di pagine web ogni giorno per elencarle in risposta ad una ricerca.

Sul finire degli anni ’90 i siti web erano pochi rispetto ad oggi ed erano poveri di informazioni quasi ed esclusivamente testuali. Per questo il lavoro del motore di ricerca era abbastanza semplice, le parole chiave e la loro ricorrenza in un testo e link in ingresso erano elementi già   sufficienti per catalogare un sito e rispondere alle domande degli utenti.

L’evoluzione di internet e la S.E.O. come disciplina

Nei primi anni 2000 il numero di siti web è andato a crescere in modo esponenziale, non solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie attività hanno iniziato a creare i loro spazi online. Di pari passo le persone hanno iniziato ad utilizzare Google ( per cercare informazioni sui temi più vari, dai prodotti ai servizi, dai viaggi al lavoro.

Il sito web si trasforma in uno strumento di promozione e il motore di ricerca nella principale porta d’accesso. C’è però un problema, la proliferazione di pagine web ha portato Google a restituire per molte ricerche decine di siti consigliati. La conseguenza immaginabile è stata che i risultati in prima pagina ottenessero accessi e gli altri no.

Visto che per le stesse chiavi di ricerca la competizione nei risultati di ricerca, spesso, era  con aziende concorrenti, quelle che si trovavano più indietro e non ottenevano visite dal motore di ricerca hanno iniziato ad interrogarsi su come risalire la china.

Ed ecco la S.E.O (come disciplina) e i S.E.O. (come professionisti). Il primo approccio è stato, per così dire, strettamente tecnico. Questi professionisti studiavano l’algoritmo e cercavano di utilizzare delle tecniche per risalire nei risultati. La prima di queste è stato il keywords stuffing, ovvero l’utilizzo massivo e innaturale di parole chiave per cui ci si voleva posizionare.

Insomma non proprio un approccio pensato per rendere più pertinente il proprio contenuto all’esigenza dell’utente quanto un mezzo per essere più appariscenti agli occhi dell’algoritmo per una data parola chiave. Negli anni questo approccio alla SEO si è diffuso e Google ha dovuto aggiornare il proprio algoritmo rendendo sempre più raffinato il suo modo di catalogare e classificare una pagina web.

Non voglio annoiarvi oltre sul funzionamento dettagliato del motore di ricerca, sul Blog di Enrico Altavilla potete trovare un interessante articolo che approfondisce i principi di  funzionamento di Google

Come funziona oggi Google e come fare SEO

Cose ne sono cambiate molte da allora, il funzionamento dell’algoritmo di Google è diventano complesso sotto tutti i punti di vista. Il termine “personalizzazione” è forse quello che meglio può sintetizzare queste innovazioni.  

Oggi la SERP restituita da Google per una stessa parola chiave non è uguale per tutti, ma è personalizzata per ciascuna persona che la digita.

Come è possibile?

Questo perché il rapporto Google – Utente oggi è diventato a doppio senso, ogni volta che facciamo una ricerca per ricevere informazioni dal motore di ricerca, quest’ultimo prende (o ha preso) delle informazioni da noi. Facciamo qualche esempio:

  • Elementi che Google da all’utente:
    1. Un grafo di interessi.
    2. Un grafo di relazioni.
    3. I risultati.
  • Ed elementi che gli utenti danno a Google: 
    1. La loro posizione.
    2. Cosa stanno cercando.
    3. I luoghi che hanno frequentato.
    4. Loro ricerche precedenti.
    5. La qualità dei risultati che restituisce.

Questo ha portato un cambiamento nella filosofia stessa di Google che non ha l’ambizione di fornire per una ricerca i migliori siti esistenti ma, semmai, di comporre un puzzle che rappresenti la risposta più completa ed ampia possibile per quello specifico utente. 

L’algoritmo non ragiona più per chiavi di ricerca, come le intendiamo noi, ma per argomenti ed intenti. Se ad esempio stiamo cercando Milano, nella SERP non troveremo i dieci siti più popolari per quella chiave, ma i siti più pertinenti all’argomento collegato alla chiave.

Nel momento in cui digitiamo una ricerca Google tenta di dedurre l’argomento, poi cerca di dedurre una intenzione, poi invia tutto agli algoritmi specializzati così da personalizzare risultati in base al profilo dell’utente (età, da dove digita, presenti ricerche etc ).

Un altro aspetto radicalmente mutato è quello della SERP. Infatti nei primi anni 2000 i risultati di ricerca erano solo testuali, negli anni successivo Big G ha iniziato ad inserire anche altri tipi di contenuti, come le news, le immagini, i video e le mappe. Ciascuno dei quali è categorizzato da un Google Bot specifico.

Questo è sufficiente per capire come fare SEO oggi sia un’attività molto diversa da quella di 10/15 anni fa. È molto difficile conoscere con esattezza il funzionamento del motore di ricerca, sempre più complesso, anche grazie al machine learning che fa si che migliori grazie alle continue ricerche fatte del persone in modo “autonomo”.

Ma allora come si può fare SEO per il proprio sito?

Tutto quello che ho scritto fino a qui l’ho fatto solo per rispondere a questa domanda. Mi sembrava utile, però, fare un cenno al funzionamento del motore di ricerca, sulle sue evoluzioni e all’attuale complessità.

Torniamo però al nostro quesito, come si fa SEO oggi?

Potrebbe sembrare tutto molto più difficile, e in effetti un po lo è, ma semplicemente perchè ormai da diversi anni la SEO non è più (solo) un questione tecnica in senso stretto.

Negli ultimi anni Google ha cercato di “cucire” sempre più i propri risultati su misura addosso al singolo utente, utilizzando l’insieme delle informazioni che ciascuno di noi gli fornisce con le proprie precedente ricerche, con i siti che visita e anche spostandosi con il proprio smartphone Android.

Abbiamo appena accennato alla quantità di fattori che possono influenzare i risultati di una nostra ricerca, questo ci fa capire una cosa essenziale. È venuta l’ora di togliere lo sguardo dal dito che punta verso il cielo e iniziare a guardare alla Luna che, nel nostro caso, sono le esigenze delle persone.

Bingo!

Sembrerà strano, ma per fare SEO bisogna soddisfare i bisogni e le esigenze delle persone. E invece per fare marketing cosa bisogna fare? Perché un prodotto conquisti il mercato cosa deve fare? Sempre la stessa cosa, soddisfare i bisogni e le esigenze delle persone.

Questo comporta la necessità di un approccio strategico a questa disciplina,  che sia finalizzato a creare contenuti di qualità e utili per l’utente. Ci “basterà” concentrarci su questo per fare SEO, nel momento in cui inizieremo ad approcciarci ai nostri contenuti con questo obiettivo vedremo le pagine del nostro sito salire nei risultati di ricerca. 

Ora non resta altro, si fa per dire, che capire bene cosa voglia dire sul web creare contenuti di qualità e utili per gli utenti. Ne parlerò in un prossimo articolo.

Ti ringrazio per essere arrivato fino alla fine di questo articolo. Il mio obiettivo non è, ne potrebbe essere, quello di trattare in modo completo ogni aspetto legato alla SEO, questo blog è uno spazio personale in cui mettere nero su bianco i risultati di studio e lavoro quotidiano sperando di essere utile a qualcuno e, ancor di più, ricevere qualche feedback e consiglio utile per la mia crescita.

Al prossimo articolo…

Massimo Clementi

Massimo Clementi

Marketing Manager at Verde Network
Negli ultimi anni mi sono dedicato allo studio dei media digitali e sociali e del loro impatto nel mondo della comunicazione. Nei diversi progetti che ho seguito il mio ruolo, spesso, è stato quello di coordinare nel miglior modopossibile la parte manageriale e la parte esecutiva nei piani di marketing e comunicazione. Per questo mi sono abituato a tenere sempre un orecchio rivolto verso la strategia e la pianificazione "alta" e, l'altro, verso le singole professionalità del grande mosaico del mondo digital.
Massimo Clementi

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